Elogio dell’uomo, contro la guerra

Elogio dell’uomo, contro la guerra

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di Antonio Santoro

Un mondo senza guerra è possibile? Sì, se educhiamo una nuova umanità che non consideri la guerra e il conflitto tra le opzioni percorribili e se aiutiamo le persone a realizzare pienamente se stesse, contribuendo alla costruzione di un futuro di pace e armonia.

L'Evoluzione dell'Umanità: Dal Selvaggio al Civile

L’umanità nei millenni è passata da uno stato ferino ad uno superiore che, con un orgoglio, definiamo “umano”. Nell’uomo primitivo, uccidere un proprio simile, poteva essere considerata una pratica accettabile. L’ingresso in società ha cercato di regolamentare anche gli aspetti legati alla violenza, per fare in modo che non prevalessero i forti ma che le controversie fossero regolate da un senso di giustizia.

 

Se guardiamo in particolare al mondo occidentale, rileviamo come l’umanità abbia lavorato, quasi costantemente, a mitigare i suoi istinti belluini, tabuizzando alcuni comportamenti che oggi, quando si manifestano, vengono condannati da tutti: dall’incesto alla schiavitù, dai matrimoni combinati alla discriminazione delle donne, dall’accettazione dell’omosessualità alle punizioni corporali inflitte ai bambini per fini educativi, fino alla violenza contro gli animali e ad abitudini come fumare nei luoghi pubblici. Oggi, se tali comportamenti si verificano, i colpevoli sono oggetto di unanime e universale condanna, mentre in passato pratiche simili erano comunemente accettate.

Superare l'Istinto della Guerra: Una Nuova Civiltà

Ma come mai in un mondo civile – perché indiscutibilmente il mondo degli uomini ha segnato negli ultimi secoli una forte affermazione di questa sensibilità -, come mai dicevo, sopravvive ed è tollerato e giustificato un costume profondamente incivile qual è la guerra?

 

La guerra sopravvive perché l’uomo in quanto animale sociale sente la necessità di appartenere a gruppi circoscritti e coesi. E questo senso di appartenenza si rafforza alla presenza di un nemico o di un pericolo dinanzi al quale è rassicurante sentirsi uniti e pronti a combattere. Sono convinto che, se oggi l’umanità fosse minacciata dagli abitanti di un altro pianeta, sentirebbe la necessità di unirsi al di là delle singole comunità o Stati di appartenenza, sospendendo qualunque conflitto in nome del comune nemico. Qualcuno dirà che altri fattori come quello economico hanno una forte influenza su questo atteggiamento belluino dell’uomo. Personalmente ritengo che questi aspetti siano la manifestazione superficiale di un istinto torbido e profondo dell’uomo.

Educare per la Pace: Un Movimento Mondiale Necessario

Come si vince questo istinto a cercare il nemico nell’altro uomo? Nel cammino verso la civiltà possiamo sperare di vincere questo istinto, come abbiamo fatto con altri che pure sembravano profondamente radicati?

 

La civilizzazione dell’uomo è il frutto di questa titanica lotta contro la sua natura. La civiltà è il tentativo, spesso vittorioso ma sempre faticosissimo e mai lineare, di affrancarsi dalla propria natura animale. In questo percorso, l’uomo ha superato comportamenti che, pur essendo socialmente accettati e apparentemente inestirpabili, appartenevano alla sua natura animale. E questo fa ben sperare sulla possibilità di superare questo altro enorme ostacolo per giungere alla definitiva tabuizzazione della guerra. Qualcuno di noi oggi accetterebbe l’incesto? Qualcuno di noi accetterebbe la schiavitù? Qualcuno di noi riterrebbe le donne esseri inferiori?

L'Urgenza di Un Futuro di Pace

Per tabuizzare la guerra è richiesto un salto di paradigma, un nuovo modo di vedere i rapporti tra gli uomini e tra le loro entità superiori che li rappresentano, gli Stati. Non è facile ma oggi, in un mondo in cui una guerra non è più un fenomeno circoscritto e può avere conseguenze distruttive su tutto il pianeta, è necessario educare l’uomo al rigetto assoluto della guerra. Senza se e senza ma. Bisogna lavorare alla costruzione di un movimento mondiale contro la guerra, che coinvolga innanzitutto i cittadini ma anche le grandi multinazionali – il cui attuale silenzio le rende complici – e gli Stati. Un movimento globale per la pace che mobiliti l’umanità nella direzione di cancellare la guerra come opzione praticabile per la risoluzione delle controversie tra gli uomini.

 

È un percorso pieno di ostacoli ma che dobbiamo cominciare a percorrere con fiducia, perché è l’unica strada che può salvarci dalla distruzione. Solo così, l’umanità potrà unirsi per affrontare i problemi urgenti che minacciano la sopravvivenza del nostro pianeta.

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